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La raccolta fondi-lampo sul web per il rider aggredito a Napoli

da Giornalettismo

La raccolta fondi per il rider aggredito a Napoli – circondato da sei persone che gli hanno rubato il motorino con il quale stava effettuando le sue consegne – è stata davvero una campagna lampo. Nella fattispecie, l’episodio del furto del motorino mentre l’uomo (di circa 50 anni che, successivamente, ha continuato a effettuare le consegne con un altro mezzo) stava lavorando è diventato virale nel pomeriggio di ieri, dopo che è stato postato dal consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli. Nel corso della stessa serata, l’organizzatore della campagna su GoFoundMe – ovvero Vincenzo Perrella – ha momentaneamente disattivato le donazioni per la raccolta fondi, dopo che si è arrivati alla cifra di 11.068 euro.

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Raccolta fondi per il rider, com’è andata

Le immagini del rider derubato del motorino da almeno sei persone (che lo hanno circondato e strattonato, tirato via a forza dal suo mezzo di trasporto) hanno colpito molto l’immaginario collettivo, soprattutto per la grande sensibilità che c’è in questo preciso momento storico nei confronti del mestiere del rider: in questo periodo di zona rossa, così come nella prima ondata della pandemia, i riders sono stati fondamentali per contribuire a mantenere in piedi il settore della ristorazione, oltre a fornire un servizio imprescindibile per le famiglie che non avevano la possibilità di muoversi da casa anche per fare la spesa.

L’obiettivo della raccolta fondi sul web, tuttavia, era semplicemente quello di riacquistare un motorino al rider aggredito. Per questo, dopo la rapida e incredibile risposta sulla piattaforma GoFoundMe, l’organizzatore dell’iniziativa ha sospeso la stessa raccolta una volta raggiunta la cifra di 11mila euro. Ora, bisognerà valutare le modalità di consegna di questa cifra alla stessa persona, dal momento che su di lui si conoscono solo informazioni sommarie e – com’è ovvio – non sono state divulgate le sue generalità.

Lo stesso consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli, nel post con cui ha diffuso il video, ha chiesto all’uomo di farsi avanti in forma anonima, in modo da poter essere aiutato.

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Autore:

Gianmichele Laino

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