Home Cronaca «Lavoro a Dubai per aiutare la mia famiglia». Peccato che le prove non esistano

«Lavoro a Dubai per aiutare la mia famiglia». Peccato che le prove non esistano

da Giornalettismo

Durante questo periodo di lunghissime vacanze per chi ha scelto di partire dividendosi tra Dubai, Marocco, Maldive e Tulum soprattutto, ne abbiamo viste di ogni. Influencer che auto-certificavano “motivi di lavoro” e poi lo sforzo massimo mostrato “quotidianamente” sui social quasi a ogni ora, era nell’ordine: viaggi nel deserto a bordo di Quod, cene nei locali più cool, pomeriggi in piscina, foto dalle balconate di lussuosi hotel. Tracce di lavoro praticato… inesistente.

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Inchiesta Dubai, le interviste e le richieste di intervista

A molte abbiamo chiesto di rilasciare intervista. Chiara Nasti ha fornito la sua versione, Taylor Mega che a Dubai è di casa e che conosce molto molto bene i segreti della città (ma anche chi scrive è a conoscenza di non pochi fatti, ndr) frequentandola come lei stessa ha mostrato più volte sui social, da molto tempo, non ha mai risposto all’invito di voler rilasciare due interviste da parte nostra. Una su Dubai, appunto, e la sua permanenza e una sul sito Only Fans. Niente, silenzio. Avrà i suoi buoni o cattivi motivi per non rispondere. Ma onestamente nella non risposta, c’è già una risposta.

Idem Sarah Soldati, ex del Gf Vip 2, in viaggio verso mete esotiche, tra balli scatenati, nottate, foto di gruppo, rigorosamente senza mascherina e vicina a Gianmaria Antinolfi (ex di Belen Rodriguez, ndr): anche lei ha rifiutato di raccontare la sua vacanza. Chi invece ha raccontato la sua versione è Ilaria Gallozzi. L’influencer (parola da cancellare forse da ogni piattaforma, ndr) ci ha fornito la sua versione sul viaggio a Dubai e sulle sue motivazioni lavorative. Ecco le parole di Ilaria, che quest’estate in Sardegna (dove ero presente anche io, ma sono fuggito non appena ho capito che stava esplodendo il caos-Covid per omessi controlli e totali mancanze dettate dall’emergenza pandemia) aveva preso il Covid in forma anche forte e non leggera – tant’è che postava foto del suo dolore, dolore che va rispettato, sia chiaro.

Ilaria, però, quasi 50 mila followers, racconta la sua versione dei fatti.

«Scusami Gabriele, non mi sento di fare nessun intervista, ho riflettuto stanotte e per quanto mi riguarda non credo sia il caso di fare un’intervista perché in primis non credo di dover giustificarmi in quanto qui  sono per lavoro da ormai novembre.. se questo è un posto in cui si può anche uscire e andare in piscina liberamente sempre con le dovute precauzioni, non vedo perché qualcuno debba puntarmi il dito.. questo video che tu hai pubblicato con alcuni commenti poco piacevoli hanno provocato ora un mio malessere.. ma per fortuna la mia famiglia sa che ragazza sono, perché se sono qui a Dubai è anche per aiutare mia madre a pagare l’affitto visto che ha perso il lavoro per il Covid e la sto aiutando, non vendendo il mio corpo come magari qualcuno ha potuto interpretare, ma guadagnando i mei umili 6000 dirams (1330 euro) in un ristorante! Detto ciò non ho più nulla da aggiungere… buona giornata».

Questo accadeva lo scorso sabato. In primis noi non abbiamo mosso alcuna accusa alla ragazza e non abbiamo fatto alcuna insinuazione relativa alla “vendita” del suo corpo, ma l’ha fatta lei. Come mai? Però nei giorni dopo abbiamo iniziato a seguire il suo profilo. «Inizio a lavorare ogni giorno alle 8.00». Ci scrive lei. Noi le chiediamo di mettere le storie mentre raccoglie i soldini per la sua famiglia ma… niente.

Selfie al mare, storie in discoteca, la mascherina un lontano ricordo: insomma questo lavoro proprio non si deve far vedere. Perché? Mica è un reato mostrarsi mentre si lavora. Abbiamo provato fino a poco fa mentre la ragazza è al mare con un’amica, si auto pubblica lei stessa, a chiederle come va il lavoro. Secondo voi abbiamo ottenuto risposta? L’inchiesta sul capitolo “Lavoratrici a Dubai” è solo all’inizio.

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Autore:

Gabriele Parpiglia

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