Home Cronaca Come funziona 1920.in, il sito creato da hacker polacchi per aggirare i blocchi imposti ai cittadini russi

Come funziona 1920.in, il sito creato da hacker polacchi per aggirare i blocchi imposti ai cittadini russi

da Giornalettismo

Si chiama 1920 in ed è un sito creato da hacker polacchi per aggirare i blocchi imposti dal Cremlino non solo ai media indipendenti in Russia ma anche per l’accesso ai social network occidentali. I blocchi imposti da Putin sono quindi aggirabili grazie all’azione degli hacker polacchi – che ha preso il nome di Squad 303 – che hanno ottenuto 20 milioni di numeri di cellulare e 140 milioni di indirizzi e-mail di proprietà di privati e aziende russi. La scelta del nome del gruppo è per onorare il 303esimo squadrone di caccia “Tadeusz Kościuszko Varsavia”, che nel corso della Seconda guerra mondiale ha combattuto durante la battaglia d’Inghilterra nella Royal Aeronautica Militare (RAF) .

Anche il nome 1920.in ha radice storica, considerato che si tratta di un riferimento all’anno del conflitto tra le armate polacche e quelle sovietiche in cui le prime ebbero la meglio sulle seconde, che stavano provano a invadere il paese. Risulta essere sempre più evidente, col passare dei giorni, come il popolo russo stia pagando un prezzo altissimo per la decisione di Putin di attaccare l’Ucraina. Sono i russi, infatti, i primi a subire gli effetti più forti della propaganda nazionalista che fa suonare solo le campane del governo russo e impedisce loro di avere accesso a notizie e letture di quello che accade da fonti di altri paesi o da fonti russe indipendenti.

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Come funziona 1920.in e chi può usarlo?

Come funziona 1920.in? Si tratta di un sito che – come si può vedere a partire dalla home – genera in maniera casuale numeri e indirizzi permettendo a chiunque di inviare messaggi a questi contatti di cittadini russi senza la necessità di utilizzare i soliti mezzi ai quali siamo abituati e che potrebbero aver subito delle limitazioni. «Noi persone del mondo abbiamo un messaggio per la nazione russa», si legge sulla home – come riferisce anche Agenda Digitale – dello strumento che concretizza la possibilità di far sentire i russi meno isolati in questo momento storico.

Andando su 1920.in è possibile generare un messaggio da inviare direttamente a un cittadino russo a caso. Continua il messaggio in home: «Squad303 ti offre uno strumento che ti consente di inviare messaggi di testo dai tuoi telefoni direttamente a russi selezionati casualmente. Fai sapere loro la verità. Fai loro conoscere il potere del mondo libero!». Fino ad ora sono state migliaia le persone che, da ogni parte del mondo, hanno utilizzato il sito per inviare milioni di messaggi, filmati e fotografie che hanno documentato l’invasione russa e l’accanimento contro i civili ucraini. Un portavoce di Squad303 ha affermato che l’obiettivo è «sfondare il muro della censura digitale di Putin e assicurarci che i russi non siano completamente tagliati fuori dal mondo e dalla realtà di ciò che il loro esercito sta facendo in Ucraina».

Cosa comporta la ricezione dei messaggi per i cittadini russi?

Agenda digitale riporta alcuni casi di cittadini russi che sono stati contattati e hanno risposto. C’è stato il WSJ, per esempio, che ha comunicato con una studentessa di giurisprudenza a Mosca chiedendole delucidazioni su quanto sta accadendo nel paese. La giovane donna ha però comunicato di non voler parlare pubblicamente del dolore che le procura vedere quanto accade in Ucraina per paura di ritorsioni da parte del suo stato. La sua scelta è stata quella di dire che la scelta di uccidere civili in Ucraini non è sua e che è contro la guerra.

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Autore:

Ilaria Roncone

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