Home Cronaca Gli hater dell’Ucraina si sono riversati anche su Spotify

Gli hater dell’Ucraina si sono riversati anche su Spotify

da Giornalettismo

Spotify ha lasciato la Russia (mercoledì scorso) ma la Russia non ha lasciato Spotify. O meglio, i contenuti che inneggiano alla violenza e alla persecuzione degli ucraini. In questo momento praticamente tutte le piattaforme occidentali se ne sono andate dalla Russia o hanno posto un limite ai contenuti pubblicati dal governo russo e da chi fa propaganda contro l’Ucraina. In molti – approfittando delle politiche di moderazione inefficaci – si sono riversati su Spotify. Ci sono una serie di playlist e di contenuti ad opera di hater Ucraina su Spotify che incitano all’odio e che la piattaforma sta provvedendo a rimuovere.

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Le playlist degli hater Ucraina su Spotify

Facciamo qualche esempio – ovvero alcuni dei titoli meno impattanti tra quelli individuati da Usa Today facendo una ricerca sulla piattaforma -: “Canzoni da ascoltare durante l’invasione dell’Ucraina”, “L’Ucraina ha bisogno di essere bombardata” e “Canzoni che colpiscono più duramente della bomba atomica della Russia sull’Ucraina”. La redazione ha individuato almeno 66 playlist che contengono messaggi ostili e politici sul conflitto in Ucraina. Tutta una serie di contenuti che inneggiano alla guerra sono, quindi, accessibili su Spotify nonostante le linee guida della piattaforma li vietino.

Emerson Brooking, senior fellow del Digital Forensic Research Lab dell’Atlantic Council, ha parlato con la testate dicendosi tutt’altro che sorpreso di un fenomeno del genere: «Questa crisi, l’invasione russa dell’Ucraina, ha permeato i social media. Non è solo Twitter, Instagram e TikTok – sono le funzioni di chat in diversi videogiochi. Sono le collezioni NFT. È ogni comunità online».

Cosa dicono le regole di Spotify in merito a contenuti di questo tipo? Sono vietati espressamente contenuti pericolosi, ingannevoli, sensibili o illegali pena la rimozione. Coloro che trasgrediscono alle regole ripetutamente, inoltre, vanno incontro alla sospensione dell’account temporanea o definitiva. Su Spotify i contenuti violenti e la disinformazione – si veda il caso Joe Rogan – proliferano e non si limitano a un solo conflitto o a una sola lingua.

Cosa dice Spotify dell’odio sugli Ucraini?

L’azienda ha voluto dire la sua, con un portavoce che ha affermato come Spotify «continua a rimuovere i contenuti che violano le regole della nostra piattaforma il più rapidamente possibile». In riferimento a uno dei tanti contenuti violenti nei confronti degli Ucraini che Usa Today ha individuato, l’azienda ha affermato che «è vietato secondo le nostre linee guida e insieme alla segnalazione dei nostri utenti, i nostri team stanno lavorando per migliorare la velocità con cui viene identificato e rimosso». La piattaforma deve quindi migliorare i suoi meccanismi di moderazione pena, tra le altre cose, trovarsi in casa coloro che odiano gli Ucraini e che non riescono ad esprimere il loro hating su altre piattaforme.

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Autore:

Ilaria Roncone

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